Bumalex's profileOltre Ogni Semplice Sgua...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 22 Vado a vivere in mare. Voglio fare il marinaio. Comprarmi il mio bel peschereccio da quattro soldi. E partire. Togliermi tutte la troiate di questo mondo dalla testa. Non voglio vivere di sogni vagabondi che passano di testa in testa,da che il cielo sta sopra la terra,senza poterli poi esaudire. Voglio vivere della pace che mi creo io. Della mia solitudine. Stare con l'unica persona che di sicuro non mi volterà mai le spalle,mi capirà sempre e starà in silenzio quando ne avrò bisogno. Voglio annullare dalla mia vita tutta l'ipocrisia che mi ha contagiato,tutta la quotidianità bastarda di gente che ti sorride e poi ti fotte. Dal retro si intende.Tutte le stronzate di gente che pensa di cambiare il mondo a suon di parole. Oratori e Demagoghi nati. E basta. Cazzo cambi,nulla si può cambiare finchè non cambieranno in primis le persone. Sveglia cazzo. State pure tutti lì,nelle vostre vite mediocri fatte di borse firmate,di sicurezza che si trova comprandosi casa e mettendo su famiglia,che tra mariti puttanieri,mogli troie e figli ingrati io non posso far altro che dirvi in bocca al lupo..o meglio incula la balena..che tanto caga comunque e il lupo non crepa,perde il vizio forse..ma il pelo sapete tutti che fine non fa. Mi porterò solo una vecchia radio,metterò su cassetta i miei amati Vecchioni,De Gregori,De Andrè,Fossati e via discorrendo...e fanculo tutti. La pace nel mondo la creo nel mio di mondo,il resto verrà da sè... P.S. Sono sicuro che chi mi leggerà crederà impossibile una vita in solitudine,forse,non nego che potrebbe essere difficile talvolta,ma in quei casi parlerò con qualche pesce o con qualche fottuta tempesta che vorrà portarmi via con lei...tanto nè i pesci nè le tempeste ti fottono sorridendo,facendo buon viso a cattivo gioco o cercando di trasformare tutto quello che di buono hai fatto...in merda... P.P.S. Servirebbe un mondo di ciechi,sordi e impotenti per spegnere tutti i vizi degli umani... June 08 ARIAAlle otto e un quarto di un mercoledì d'agosto sto finalmente abbandonando questo posto dopo trent'anni carcerato all'Asinara che vuoi che siano poche ore in una bara. Ché in una bara in fondo non si sta poi male basta conoscersi e sapersi accontentare e in questo io, modestamente, sono sempre stato un grande perché per vivere a me non serve niente, solo... Aria... soltanto... aria. ![]() quelli ridevano, pensavano scherzassi "da qui non esce mai nessuno in verticale" come se questo mi potesse scoraggiare e poi col tempo mi hanno visto consumarmi poco a poco ho perso i chili, ho perso i denti, somiglio a un topo ho rosicchiato tutti gli attimi di vita regalati e ho coltivato i miei dolcissimi progetti campati... In aria... nell'aria. ![]() E gli altri sempre a protestare, a vendicare qualche torto a me dicevano, schifati, "tu sei virtualmente morto! a te la bocca serve solamente a farti respirare" io pensavo: "e non è questo il trucco? inspirare, espirare", inspirare, espirare: questo posso fare e quando sono fortunato sento l'umido del mare io la morte la conosco, e se non mi ha battuto ancora è perché io, da una vita, vivo solo per un'ora... D'aria... un'ora d'aria. ![]() Respiro lento, aspetto il vento il mio momento arriverà... aria aria aria... May 31 Ecco io ho un problema,una miseria.Sul serio.E allora sai che ti dico? Siediti. Un caffè,grazie.Lei? Ecco io ho un problema,una miseria.Sul serio. Due cucchiaini.Prego. -Il mondo continua a correre.Fermi tutti.Binari esclusivi per pochi prescelti.Sarà fortuna? Io dico di no.Questa strada di periferia me la tengo stretta.- Mai provato la sensazione che le parole non bastino? Serve il momento.La sceneggiatura e la scenografia giusta. E poi finisce di dimenticarsi.Sei l'attore e non il regista. Un punto con un vuoto geometrico e fuori il resto.Tutto. Sorseggio il caffè.Le piace questo posto? Sono sempre stato dell'idea che sono le persone a fare i posti e non i posti le persone. Mi piace il caffè,seduto Qui. Ecco io un problema,roba da poco.Sul serio. Un velo di malinconia.Grazie. Due.Prego. Ho sentito questa follia scappare verso strade che non sono le mie.La vita,dico. Se non ci perdessimo non saremmo essere umani. Ecco il mio problema è una catastrofe.Sul serio. Sono morto per amore. Sono morto per gelosia. Sono morto perchè ho ucciso tutti i miei io,ritrovando un volto che non è più il mio. Sono morto mille volte credendo di rialzarmi. -Sono colpi che la vita ti dà che ripigliarti non è una storia semplice.Ti segna per sempre.E tu alla fine muori un pò tutti i giorni.Davvero.Ti perdi per strada,perdi tutti i punti di riferimento.Quelli che vai dicendo di non aver bisogno mai.E ti ritrovi in viaggio verso un dove che non hai propriamente scelto tu.- Ecco quelli sono i fatti,la penna tinta d'inchiostro,neanche lo sai,ma lei scrive per te.Ti porta dove decide lei,insomma. Sarebbe semplice se ti dicessi che soltanto tu decidi,ma sarebbe semplice solo se estissi nel cerchio chiuso della tua presenza. Tu sei la spiaggia.Il mondo le onde e il vento.Se non ci fossero saresti sempre tu.Immutato nel tempo.Eppure qualcosa che arriva e si porta via un pò di te c'è.Qualcosa arriva a bagnarti e poi aspetti ad asciugarti.Quello se vuoi chiamalo dolore.E lui non si porta via nulla.Ti preclude e basta. Hai detto niente. Ecco io sono una vittima di questa catena di montaggio che ti crea e ti distrugge.Ti manda in vetrina sul palco del mondo un giorno e quello dopo sei da buttare via. E' un problema serio se ci pensi. E' una roba da poco.Una miseria.Davvero.Tu pensaci,ma prima vivi.Se ti capita scrivi e poi rinchiudi.Riapri tra vent'anni e capirai.Riapri tra trent'anni e leggerai.Quarant'anni e non ricorderai di averci pensato mai. Un vuoto geometrico e fuori il resto.Resta.Tutto.Resta. May 27 Ernest e il gabbiano.![]() Insomma ci pensava spesso,si,ma mai cosi intensamente come allora.Se ne stava sperduta in riva al mare e alla sera quando saliva la marea era come vivere su un barca.La sua casa.A mollo nell'infinito con la possibilità,soltanto pensata,di potersi perdere se partiva un vento forte di burrasca.Aveva un'età,quella dai capelli bianchi e la barba lunga,quella dei pensieri profondi,quella del "E alla fine della vita che ho capito?".Che importa il numero?quella è matematica,la matematica è solo un modo per far esistere le persone in funzione dei numeri.E diventare NUMERI loro stessi. Viveva lì da quando aveva perso tutto e tutti.Non gli era mai importato molto di "tutti",un giorno li freghi e loro ti perdonano,non lo fai mai e ti fucilano.Cosi diceva qualcuno e cosi lui aveva capito che fosse.Aveva ancora qualche qualcuno a cui mandare un biglietto d'auguri per natale e un pensiero il giorno del suo compleanno.Capitava anche che si dimenticasse e per anni e poi come un morto risorto prendeva su la penna e scriveva la sua lettera.Lettera che veniva letta da persone che probabilmente non si ricordavano nemmeno chi fosse.Essere solo era la sua più grande gioia.Essere qualcuno solo per sè e il suo mare era sufficiente.Almeno fino a quel giorno. I gabbiani stavano sempre là davanti alla sua finestra,lui li osservava tra un vaso di fiori e un vecchio candelabro spento.Erano l'unica cosa che gli ricordava che cielo e mare erano due cose distinte,che laggiù in fondo non c'era nessuna congiunzione.Lo riportavano alla realtà.Capitava che uscisse per buttar loro delle briciole di pane secco.Loro arrivavono in un battito d'ali e godevano della sua bontà.Una volta finito il pane l'uomo diventava inutile,spariva dai loro occhi e tornavano a tuffarsi tra le onde a cercare qualche piccolo stupido pesce troppo in superficie per sperare di vivere ancora abbastanza a lungo. Rafael era il proprietario del negozio di alimentari poco prima dell'inizio del paese.Ernest era il nome del vecchio.Comprava pane per cinque o sei persone ogni due giorni.Viveva solo come un cane.Comprava birra e whisky per vivere,attraverso quella finestra tra un vaso di fiori e un candelabro spento,come un gabbiano.Pagava Rafael con quel che guadagnava vendendo statuette in legno,per lo più volatili bianchi col muso lungo.Prendeva il sentiero con le sue gambe fino alla sabbia al di sotto delle scale del suo portone.Camminare significava tormentarsi l'animo con mille pensieri e sentire passo dopo passo che la vita se aveva un senso,quello era il tormento.Bisognerebbe nascere stupidi per vivere felici,sbottava ogni volta girando la chiave nella serratura. Era tutta in legno,un colpo di vento e se la portava via,ma stava fissa lì ormai da 20 anni.Qualche volta un chiodo su una trave scricchiolante,un colpo di martello e via.Entravi e avevi un tavolo costruito a mano con una tovaglia bianca orlata ai bordi,sulla destra.Sedie,una.Poi la finestra tra il vaso di rose e il candelabro ebraico spento,sotto un fornellino arruginito con una pentola per l'acqua calda e qualche ricettario su una mensolina.Infine il bagno e una camera da letto con una sedia e qualche indumento lanciato alla disparata e solo in mezzo alla stanza un letto matrimoniale. Quel giorno entrò in casa e vide la finestra frantumata e vetri qua e là per la stanza.Raccolse i vetri.Aveva sempre odiato tutto ciò che avesse spigoli o avesse nel suo senso di esistere qualcosa di male,di doloroso.Prese un sacchetto e lo attacco con pezzi di scotch sulla finestra.Di nuovo silenzio,si sedette,stappò una birra e nel mentre che deglutiva sentì un verso,o meglio,un pianto da sotto il tavolo.Io animali non ne ho,rantolò.Il gabbiano aveva un'ala spezzata e un'occhio con una scheggia di vetro conficcata. Ci vollerò tre mesi prima che potesse riprendere da solo il volo.Nel frattempo il vecchio Ernest gli aveva cambiato le garze quotidianamente,dato il pane di Rafael con altrettanta regolarità.Ci si era affezionato talmente tanto che gli aveva dato un nome.Non che senza nome non potesse volergli meno bene,ma aveva l'idea di poterlo chiamare per nome,una volta guarito,e vederselo piombare in casa come un figlio.Lo aveva chiamato Adir. "Adir"la verità lo amava quel gabbiano. In tre mesi aveva smesso di scolpire statue.Aveva smesso di scrivere quelle lettere irregolare e non era andato una sola volta all'osteria di quel sarcastico di Charlie. Ok. Questa era una scusa che li piaceva raccontarsi per dar maggior vanto alla sua azione di salvataggio.Non era stato una sola volta da Charlie dopo quella volta che ebbero una disputa per la signorina Polly.Roba di 40 anni prima. Smettere di scolpire calò le sue finanze,smettere di stare alla finestra ad osservare tra un libro e l'altro calò la sua profondità mentale aumentando però quella d'animo. Il gabbiano in quei tre mesi mai una volta aveva fatto mancare il suo affetto,quasi come un cane.Se ne stava a due zampe sul tavolo a fissare Ernest aspettando il cibo e le garze nuove.Ci vedeva da un solo occhio,ma avanzava anche,visto che quando era il momento di mangiare,non mancava una briciola.Gli aveva dato una cosa che il vecchio aveva ricevuto una volta sola nella vita.Amore e attenzione.Spesso di offendeva se aveva l'impressione che tardasse ad arrivare il cibo.Allora una volta che Ernest poneva la sua mano piena di briciole lo beccava forte e faceva sanguinare il palmo di una mano ormai troppo vissuto e facile a ferirsi.Non aveva motivo reale di farlo.Insomma dico io,ti danno amore,affetto,cure e cibo e per un'impressione tu "uccidi"? Ernest era troppo ingenuo per credere nell'oppurtunismo di un'animale istintivo.L'istinto è la loro peggior colpa. Fanno male senza accorgersene. Ernest si alzava lasciave le briciole sul tavolo e si bagnava il dito asciugandolo in una coperta,gialla tre mesi prima,bordeaux quel giorno.Non aveva voglia di capire perchè in fondo non c'era nulla da capire.Solo un vecchio ubriaco può credere in un rapporto uomo-animale.Uomo-gabbiano.Le briciole sul tavolo restavano ferme,Adir non le toccava finchè la fame non gli si stringeva in gola. Ci vollero tre mesi e Adir guarì completamente,senza un'occhio questo si,ma con la possibilità di tornare a volare e dipingere il cielo di bianche piume.Ritornò assieme agli altri che era impossibile riconoscerlo in mezzo a quel svolazzare.Nessuno poteva riconoscerlo,tranne lui. Ora non vi so spiegare esattamente cosa legasse quell'uomo ad Adir.C'era un sentimento di quelli che provi verso un cane,ma per Ernest era di più.Forse vivere 40 lunghi anni in solitudine gli aveva dato alla testa e forse ora che aveva qualcuno a cui dare tutto ciò che poteva,aveva conosciuto la paura di perderlo e restare solo di nuovo.Questione di solitudine allora.La solitudine può farti amare il tuo peggior incubo,non che Adir lo fosse,assolutamente,ma la solitudine ti giochi brutti scherzi e strani miraggi. A volte Adir tornava a beccare sulla finestra tra un vaso di rose e un candelabro spento.Lo riconoscevi da quell'escrescenza sull'occhio destro.Vedeva aprirsi la finestra e piombava sul tavolo dove era già pronta una montagna di briciole.Restava lì qualche giorno,mai troppo a lungo per dar la certezza che sarebbe rimasto per sempre.Poi all'improvviso ti svegliavi la mattina e non era più la davanti a sbattere le ali aspettando un fischio e qualche briciola.Prendeva su e se ne andava con tanto spirito di oppurtunismo.Partiva per qualche altro posto,per qualche altro mare,per qualche altra briciola dalla mano di qualcun'altro.E non sapevi mai quando sarebbe tornato.Se ne andava per un giorno o per un mese intero,non c'era regolarità,ma quando tornava dava tanto di quell'affetto ad Ernest che era quasi amore.Amore opportunista. Una sera di quelle senza Adir,Ernest aveva bevuto talmente tanto che il mondo intorno aveva cominciato a ballare,il vento a cantare riti di sciamani indiani e il tutto a creare un qualcosa di mistico. Aveva perso il suo io dentro un'ennesimo bicchiere di Whisky...tanto che...Adir nei suoi pensieri divenne una donna.Una donna bellissima.Dagli occhi disegnati e i lineamenti scolpiti,come una sua statua. Perchè lui scolpiva,si,ma mai di gabbiani. Ha sempre scolpito il suo volto sapendo che un giorno quel viso lo avrebbe incontrato. Guardava dalla finestra non per i gabbiani,ma per quella sua malinconia di qualcosa che non c'è,che gli mancava. E adir non era un gabbiano.Era una donna conosciuta da Rafael.Un donna invitata a cena e poi nel letto.Tre mesi di amore e dedizione.Tre mesi di dedizioni per lei dimenticando ogni sua priorità,sempre che ne avesse.E poi un andare,venire per poi ripartire senza mai darti quel tanto di tempo per poter dire....E' mia. Capita che L'amore e la purezza di questo sentimento vengano dati a qualcuno che non ha la facoltà di poterti ricambiare,a qualcuno che vive nella ragione dei fatti e delle parole senza perdersi mai nella regione dei sensi dove solo loro comandono e l'abbandono è un dono del signore e non un castigo del prossimo.Capita che si faccia questo errore,ami chi ama di te il tuo amore...... Ieri 7 maggio 1844 Ernest è morto nel sonno,mentre sognava di gabbiani e di bende,di arrivi e di partenze.Coma etilico.Un goccio un più e tac.Se l'è portato via qualcuno.Ora si che ci resterà per sempre con qualcuno.Adir è tornato qualche volta a bussare alla finestra del vecchio Ernest.Non gli era mai successo di non vedersi aprire la strada per le sue briciole.Continuò per giorni e giorni a beccare sulla finestra,talvolta sentiva male al becco.Poi un giorno ha smesso,non ha più pensato alle briciole,si era dimenticato di aver fame.Fermo sul davanzale a due zampe aveva cominciato a pensare a chi quelle briciole gliele donava.Ebbe per qualche notte e qualche giorno solo l'immagine di quell'uomo vecchio e solo.Guardava dentro qualche volta e vedeva solo buio,ma nella mente c'era lui che preparava il pane e immaginava le mani che si impegnavano e non quello che ne usciva.Stette fermo sul davanzale per qualche giorno e qualche notte.Una mattina qualcuno aprì la porta,non si sa chi non sa perchè.Aprì anche la finestra ed entrò una folata di vento,ma solo quella.Adir rimase fermo lì a due zampe.Non aveva bisogno di muoversi nè tantomeno di pane.Ora era davvero con l'unica cosa che lo alimentava.Era con Ernest. Epilogo:Adir tornò da Ernest due notti dopo il suo bicchiere in più.Bussò alla porta per tanto di quel tempo che se avesse potuto la porta si sarebbe aperta da sola.Non c'era motivo per cui quell'uomo non fosse in casa.Al calar della terza sera passò Rafael. Ernest aveva lasciato scritto che doveva portare via quei volti di donna incavati nel legno cosi che la sua casa e la sua anima potessero dormire senza più tormenti.Tanti e troppi già in vita per continuare nel silenzio dell'eternità quel circolo vizioso. Passando vide Adir rannicchiata sulle scale con in viso un che da far rabbrividire.Gelo. Parlarono il giusto affinchè lei potesse mandarlo via gridando di essere lasciata in pace.Non era rabbia per la notizia o per chi la portava era rabbia per se stessa.Passò quella notte a capire che era troppo impegnata ad amare l'amore di Ernest affinchè ne potesse usufruire meglio che poteva,per capire quanto in realtà quella era l'unica persona che le aveva dato nella vita qualcosa con il cuore,senza secondi fini,senza intenzioni latenti e pensieri perversi. Restò ferma lì qualche notte e qualche giorno capacitandosi di aver imparato ad amare troppo tardi perchè questo potesse essere gioia anzichè dolore.Restò ferma lì.Ci restò per sempre. May 25 Rapporti Umani![]() C'è qualcosa di irrisolto nei rapporti umani.Inevitabilmente resta in bilico sul ciglio della catastrofe o dell'euforia.Sarà che ogni nostro gesto è già parte del passato un secondo dopo,e sarà anche che il passato è ciò che fa di noi ciò che siamo.E le parole dette,le delusioni date restano impresse,saldate nella mente.Perdono concesso o meno.E per quanto si dica di aver dimenticato sarà sempre con noi un sentimento di rancore latente che lo si voglia o no,che sia un sentimento conosciuto o mai sentito nè provato.Poco importa.E' dentro di noi.Ed è questa questione dell'irrisolto che fa finire le storie,fa amare da morire,fa piangere.Fa vivere.Stupenda magia questa cosa effimera che è la vita..... Se solo non si tendesse troppo spesso a ricordare in modo cristallino il peggio di qualcosa e rimuovere i momenti migliori. October 16 ...-Non sono nato nell'anno sbagliato.Ho sbagliato completamente epoca.- . "Quando morirò. Brucia il mio corpo e spargi le mie ceneri ai venti dell'est." ![]() October 14 I SOGNI![]() I veri sogni non sono quelli che si fanno di notte. No, quelli sono solo pensieri confusiImmagini scappate dal giorno e imprigionate nel silenzio di una notte. I veri sogni sono le persone che stringi al cuore la mattina come apri gli occhi I veri sogni sono i desideri che non ti abbandonano mai I veri sogni sono quei pensieri sottili che ti inseguono lungo il corso di una giornata. Come desiderare di vedere due occhi, di ricevere un bacio o una stretta..... Sono questi i veri sogni: quelli che partono dal cuore... Vorrei seguire ogni battito del mio cuore Per capire cosa succede dentro e cos'è che lo muove Da dove viene ogni tanto questo strano dolore Vorrei capire insomma che cos'è l'amore Dov'è che si prende, dov'è che si dà... October 04 In caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene.E' il suo nuovo singolo.E come di rado mi capita, mi rispecchio in ogni parola di questo testo: sono un grande falso mentre fingo l’allegria e mi sento come chi sa piangere certo che facile non è mai stato, e mi sento come chi sa piangere e che la vita ti riservi ciò che serve spero di notte alla mia età September 22 Bimbo umiliato al Carrefour di Assago Questa è una mail inviata ad un blog da Barbara, mamma orgogliosa di un bimbo autistico di 4 anni, discriminato per il suo handicap al Carrefour di Assago (Milano). Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni. Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale. “La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete: • Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo • Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari • Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo” Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge. Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars. Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco. Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina. Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!" Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“ Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione. Ho pianto. Dal dolore. Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap: -Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti. Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova. Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale. Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi. Fonte : Blackcat.bloggy Fine Mail. Nel blog seguono più di 750 commenti Se volete fate girare questo messaggio perché episodi del genere devono essere conosciuti e chi si è comportato da benemerito deficiente come il fotografo, l'assistente e la commessa devono sprofondare nella vergogna.....almeno questo, tanto sono persone ignoranti che non cambieranno mai. September 09 Come agganciare una donna...
CINICO
1. Posso offrirti un drink o preferisci il corrispettivo in denaro? 2. Ti va di ballare con me o è meglio se vado a farmi fottere subito? 3. Di corpo non sei un gran che, ma sono sicuro che a letto sei fantastica! DISINVOLTO 4. Ehi, piccola, vogliamo riprodurci? 5. Vuoi sposarmi per una notte soltanto? 6. Allora, che fai nella vita, oltre ad eccitare gli uomini e renderli pazzi di desiderio? 7. Tu credi all'amore a prima vista o hai bisogno di qualche occhiata in più? 8. Ciao! Sono nuovo della zona e tu sei il panorama più carino che ho visto. Mi permetti di fare un tour del tuo corpo? SFACCIATO 9. Signorina, so che ha perso la sua verginità, posso averne il contenitore? 10. Ehi, piccola, sono un musicista. Ti va di venire da me a vedere il mio organo? 11. Mi spiace, ma sono un po' a corto di contanti: non ti spiace se prendiamo lo stesso taxi per andare a casa tua? 12. Senta, a proposito di sesso extraconiugale, qual é la sua posizione preferita? SCIENTIFICO 13. Ci sono 256 ossa nel corpo umano. Ti andrebbe di averne uno in più? 14. Il sesso uccide. Ti va di morire felice? 15. Sai qual é la differenza fondamentale fra parlare e fare sesso? ( Lei risponde di no). Allora andiamo su e parliamone. 16. Conosco un modo fantastico per bruciare tutte le calorie del pasticcino che hai appena mangiato! FINTO SMARRITO 17. Non sono di qui: potresti indicarmi la strada per il tuo appartamento? 18. Ciao! Soffro d' amnesia: vengo spesso qui da te? 19. Ti dispiace se ti fisso insistentemente da vicino, invece che dall' altra parte della stanza? TATTICA DIVERSIVA 20. Ciao, mi chiamo ...... e mi piace la confettura di mirtilli. Scopiamo? 21. Hai del rossetto sul tuo canino destro. Ti secca se lo lecco via io? 22. Sono un donatore di organi, serve niente? 23. Ciao! Sto facendo un test tattile per sapere quante donne si sono fatte il piercing ai capezzoli. 24. Dormi mai sulla tua pancia? No? Ti spiace se lo faccio io? 25. Bei calzettoni. Me li fai provare dopo che abbiamo fatto un po' di sesso? DISPERATO 26. Potrei perfino sposare il tuo cane pur di imparentarmi con te. 27. Se ti seguo fino a casa, poi mi tieni? 28. ( Sospirando e facendo l'occhio triste) Ereditare ottanta miliardi non significa poi un granchè, quando si ha un cuore così debole! ANIMALISTA 29. Hai mai baciato un coniglio tra le orecchie? (Estrai le tasche dei pantaloni). Vuoi? 30. Sai chi é che fa l'occhiolino e scopa come una tigre? (Lei risponde di no. Tu fai l'occhiolino) 31. Se fossimo due scoiattolini, potrei spingere la mia nocciolina dentro il tuo buchino? SPORCACCIONE 32. Se non fossi così romantico ti scoperei subito. 33. Ti andrebbe di farti solleticare il culo con una piuma? (Lei dice:"Che cosa?"Smiley Ti andrebbe di lanciarti e saltare il muro come un puma? 34. Mi piace il tuo sedere. Posso mettermelo come cappello? 35. Dalle un biglietto con scritto: "Sorridi se vuoi scoparmi come un animale". Poi stai a osservare gli sforzi che farà per trattenere il sorriso. " August 25 C'è sempre amore-Danijay-C'è sempre Amore. ![]() ... ...resto indifferente a quegli umori della gente che sa non tornerai non tornerai credo sia importante non ascoltar chi parla e non sa niente,niente di noi niente mai poi continuamente penso se ti importa veramente mi chiedo come mai anche se tu non lo sai anche se tu non lo vuoi ![]() ma c'è sempre amore quando piove anche se non sei con me in ogni istante,presente c'è semrpe amore quando piove basta coglierne la scia che il tempo non cancellerà ![]() ma c'è sempre amore quando piove anche se non sei con me in ogni istante,presente c'è semrpe amore quando piove basta coglierne la scia che il tempo non cancellerà... ... August 21 Cambio. Cambio look del blog.Il titolo palesa le mie intenzioni.E' ora di ricominciare la mia vita.Non dall'inizio.Che palle.Semplicemente riprendere ad essere il me stesso dei tempi migliori.Quelli senza pensieri e tormenti,senza angoscie dovute ai libri che leggevo e mi assillavano con ragionamenti filosofici e non.Lo so,lo dico sempre.Ma mi sono stancato di cercare una via di fuga.Semplicemente perchè non c'è.La virtù migliore di noi mammiferi è l'adattamento.Mi adatto.E ricomincio. A chi non sta bene,cazzi suoi.Francamente me ne infischio. Ma non smetterò di postare i miei racconti,solo perchè cambio grafica e titolo e decido di ricominciare.Anzi.Scrivere mi aiuta a scoprire chi sono.Perchè ora come ora,sono troppe persone allo stesso tempo. P.s. Ad esempio ora sono in crisi esistenziale su quale taglio di capelli farmi...ma a voi francamente,che ve ne frega? x°D Kristall. August 07 New Story![]() Ho finalmente deciso di pubblicare uno spezzone del mio nuovo racconto,spero vi piaccia.^^ "Al quarto spezzone di un incontro dalla fine sempre certa,ma mai sull'esito del finale, entrò lei nel palazzetto.Madison Square Garden signori.Lei da sola valeva ogni singolo decibel pronunciato dalla folla.Lei era un suono,uno di quei suoni leggeri e fini,estivi e caldi,arrivava lentamente nell'orecchio,il cervello analizzava i dati e ZAC.Innamorato.Innamorato perdutamente...Il perchè fosse lì in quel momento,in quel giorno al 4° round non lo si sapeva.Si erano lasciato 3 anni prima.Male.Senza capirsi...senza lasciarsi.Si erano persi 3 anni prima.Fù la fine il suo arrivo.Jack la vide,vide lei e non vide l'affondo dell'italiano.3 colpi.Uno per ogni anno perso a non cercarla,a non chiedere scusa a non dire "era tutto uno scherzo.Di carnevale magari.Era Giugno però.3 anni fa era Giugno...Mary..." August 05 Bevi...![]() "Il mare stanotte ulula.E' tormentato..e sai il perchè?" George staccò le labbra dal bordo del bicchiere e rispose con un semplice,no. "Ci sono uomini troppi stupidi.Come te.Gli anni di vita sono come pagine di un libro e il mio romanzo è ormai un best-seller" George abbassò il calice,alzò lo sguardo,tra l'incredulo e l'offeso ed esclamò "Scusa,ma di cosa stai parlando papà?" "La più grande rovina di uomo è la donna.Che sia quella giusta o quella sbagliata non importa a nessuno.Ti rovinerà.Dentro e fuori.E tu sei logorato figlio mio.Lo vedrebbe anche un cieco e un cane lo fiuterebbe a miglia." Stupisce sempre quando le persone capiscono meglio di noi i nostri stati d'animo.George rimase palesemente sorpreso.Era davvero cosi evidente? "Ti ha lasciato.Non serve che tu me lo dica.Ti manca,te lo leggo negli occhi..e ti mancherà ancora.Sei un surfista che ha perso la sua onda più bella da cavalcare.Non fraintedermi,so benissimo quello che hai provato e provi,ma un'onda per quanto effimera è la più reale rappresentanza dei rapporti umani.Parte piano,da lontano,accumula forza e potenza ed esplode in un impeto di passione per poi affievolirsi e morire sulle sponde di qualche spiaggia poco animata." "Papà,perchè mi dici questo a cosa vuoi mirare?io sto bene..passerà..tutto passa...lei comunque non tornerà e se lo farà non sarà per me...".Non servono lacrime su un volto per leggerle dentro le parole. Il generale ingurgitò un bicchiere di vino rosso fermo e riprese a parlare. "L'amore non passa.Resta un segno indelebile.Anche l'onda non passa,lascia il segno nella roccia,la scalfisce giorno dopo giorno.E crolla.Non passa nulla,sono solo i ricordi che si allontanano nel tempo e diventano film muti e in bianco nero,perchè smetterai di ricordare parole e discorsi,sfumature e colori,ma ti fermerai sempre a pensarci...a lei,ai colori,ai profumi,alla paura che avevi di perderla e ricorderai anche,per quanto male avrai ogni volta che lo farai,la fine.Sarà sempre e solo lei l'unica per cui vorrai tornare indietro nella tua vita fino alla prima volta che l'hai vista,sarà sempre lei l'unica a cui avrai sempre mille cose da raccontare,sarà sempre lei l'unica per cui tremerai quando ti passerà vicino.Non restare a bere e sperare che lei si ricordi i tuoi occhi verdi o le tue parole dolci.L'uomo è un animale orgoglioso e per difendersi tende a fingere di dimenticare.Se l'ami davvero,come fai,riportala con te.Se è stata con te una volta senza essere sicura del tuo amore,quando avrà capito che sei sincero,tornerà...ma non provare ad affidarti al caso.Il caso in amore perde sempre.Scometti rosso alla roulette e uscirà sempre nero.Solo nero.Sempre..." Silenzio "Mi hai ascoltato?" alzò la voce Racconto privo di fondamenta biografiche July 22 NO RACISM-NO RACISM- ![]() -La scena che segue si è svolta sul volo della compagnia "British Airways" tra Johannersburg e Londra.- Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco ad un nero. Visibilmente turbata, chiama l' hostess.'Che problema c'è signora?' chiede l'hostess. 'Ma non lo vede?' risponde la signora 'mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto'. 'Perfavore, si calmi' dice l'hostess 'perchè tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile'. L'hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi. 'Signora, come pensavo, non c'è nessun altro posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c'è nessun posto neanche in classe executive. Ci è rimasto libero soltanto un posto in prima classe.' Prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l'hostess continua: Vede,e' insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole'. E, rivolgendosi al nero, l'hostess prosegue:'Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un posto in prima classe la attende...' E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo. Se sei contro il razzismo,aggiungi un commento all'intervento o ancora meglio copia e incolla nel tuo blog ,ma lascia un segno del tuo appoggio^^ Albert Einstein: "L'unica razza che conosco è quella umana" July 15 Ricordi notturni![]() Disse...poi arrivò l'intervallo...FINE PRIMO TEMPO lei si incamminò...e lui restò lì a guardarla allontanarsi con il pensiero di fermarla,tra le labbra ancora il suo sapore e nel cuore il tremore dell'idea di non vederla più tra le sue braccia in un dolce bacio ricamato da morsi di passione... THE END... Per chi ha goduto lo spettacolo,mantenga sempre allenata la memoria,questo film non avrà bis,questo film non sarà venduto in DVD,non sarà scaricabile da Emule....questo è un film...UNICO e irripetibile.... Un film... June 30 Emotivamente InstabileCi si alza una mattina e ci si sente persi... La notte non riesco a dormire. Al risveglio mi guardo intorno e non riesco a capire. Esco,farfuglio un pò con il mondo.Non risponde. Sto sveglio aggrappato ad un ricordo.Scivola via. Esprimo un desiderio guardando stelle che non cadono. La notte me la fumo,se ne va in una sigaretta. Se ritorna l'estate,mi ritorna in mente un film. Al referendum voto per la tua abolizione. Era Aprile,era l'ora del thè,era il giorno dei saluti. Era Giugno,era tempo di maturità,tempo di crescere,non era il giorno. Posso stare senza rimpianti?Posso fare la ciminiera?Perso nella nebbia? Il pensiero umano è un campo minato.Non faccio un passo giusto. Mi logora il mio ego,straripa.Chiudo le palpebra.Solo senza me. Prendo la prima casa su Marte.Ticket sola andata,grazie. La notte non riesco a dormire. La mattina non riesco a capire. Ti alzi una mattina e hai perso tutti gli obiettivi,la mappa è bruciata e vai avanti per andare avanti,ma manca il punto X... Mi sono perso,capita mai? June 27 E' Delicato...![]() In quel che vivi fossi anch'io se quel che fai fosse un po' mio da te mi lascerei bruciare anche all'inferno stella che non ho dove ti ho perso in che universo ti ritroverò?... Amore amore che non ho per quante notti maledette io ti cercherò... June 20 La letteratura del nulla![]() Io sono un uomo di poco conto,come tutti in fondo su questa terra,pensateci siamo tutti uguali,poichè un giorno noi tutti faremo compagnia alla letteratura di Flaubert...in qualche mare... Ecco la mia storia senza storia di una letteratura morta nell'anima...di un dono smarrito...di un tempo abbandonato... Vivevo in un piccola provincia francese,o meglio,guardavo il mondo vivere in una piccola provincia francese.Mi sono sempre sentito dietro a delle sbarre,imbucato in un luogo senza vie d'uscita,destinato a restare un misero spettatore consapevole.Pure voi altri lo siete,ma per vostra immane fortuna,ancora non lo sapete...un giorno però qualcuno busserà alla vostra porta o forse semplicemente non lo vedrete più tornare,poco importa che sia una persona,che sia un sogno o cos'altro la vostra testa e il vostro destino vi faranno incontrare,ma quel giorno sarete spettatori.E dio si!Capirete anche che il biglietto non valeva lo spettacolo visto."Spiacente signore,non rimborsiamo...soddisfatti o... amen" Capita che una mattina di primavera inoltrata di quelle belle mattine di sole e aria fresca e stupidi passeri svolazzanti e canterini...ti svegli.Hai rotto le sbarre,hanno aperto la porta e tolto la catena.Allora vivi,lo fai grazie a qualcuno,per qualcuno,però lo fai,e solo tu sai che nulla di meglio c'è di vivere meravigliosamente in prima persona questo dannato teatrino degli orrori...Al mare ne senti l'odore e ne scrivi la poesia,guardi da una finestra la chioma di un albero di fico e sogni,anzi no,lo vivi,lo senti dentro e lo mangi senza tenerlo tra le mani,questione di occhi e fantasia.Solo che a volte non si è capaci di tenersi stretti questi attimi,troppo presi dal viverli e basta ci si dimentica che bisogna alimentarli e mantenerli vivi.Sono attimi che esistono,hanno una loro nascita,una vita e una morte.E' quest'ultima che mi ha colto,era come un velo di seta,ma di quella cosi fine da non sentirla nemmeno tra le dita quando la stringi,di quella cosi fine che il vento se la porta via se non ci stai attento...e il vento se la portò via...Che cosa brutta uscire di galera per una mezza primavera e tornarsene dentro in piena estate...ma è cosi che è stato... Inerte di nuovo,immobile su una scia di bianco-nulla da ridisegnare,e le sua labbra da guardare poco prima dell'ultimo rintocco del tempo,dell'ultima goccia sul viso di una pioggia violenta..come quelle labbra...ultime righe di una lettera d'addio... Vivevo in un piccolo paese francese.Odio la Francia.Vivevo in Francia.Ho vissuto davvero per pochi momenti nella mia vita.Ma posso dire di averlo fatto.E posso aggiungere che non mi è bastato.Vivevo in Francia.Di me in Francia ora c'è solo una tomba e un pensiero che vive in quelli che sono rimasti.E io ancora adesso,da questo posto che sà di nulla,ripenso a quelle ultime parole di una lettera d'addio.Labbra.E ripenso in questo luogo senza tempo che non ne concede e non ne dà,che se ne sta cosi fermo.Hai aperto le sbarre e con graziosa audacia le hai richiuse e io sono qui da 11 anni in una sala d'aspetto...Li comprendo in fondo...Inferno o Paradiso? Andrebbe bene anche l'Inferno se tra le sue fiamme potessi ritrovarti....Andrebbe bene anche l'inferno...Ritrovarti ancora in un istante benedetto. Flaubert è stato un grande scrittore,Einstein un grande fisico,Abramo Lincoln un grande presidente... Io?Io sono un piccolo uomo...non ho fatto nulla nella mia vita per meritare gloria eterna.Non me ne farei comunque nulla della gloria.Mi accontento cosi.Un piccolo uomo,comune,normale,da vita semplice e campi da arare...ma so...che potrei essere grande...il più grande...se solo potessi ritrovarti...ritrovarti in una mattina di primavera di una vita che scorre all'indietro...e fermarmi in quel secondo...e viverci per sempre....per sempre.... VERTICAL HORIZON - Goodbye Again May 29 RIAPRO..."Piove... nella vita di alcune persone piove".... ![]() "Che bella la pioggia...." L'inverno si sente quando è alle porte.Si sente anche dentro e se hai dell'umido nell'anima ti ghiacci.Povero Tom si siede sempre sulla stessa sedia,alla stessa ora a guardare lo stesso tramonto ogni giorno che Dio ha deciso di lasciarlo in terra,crede di fargli un favore il saggio.Lo fa,infatti...stessa sedia davanti al mondo come ogni sera,pigro vegliare sul nulla il suo,cosi addormentato quasi sopito dal rumore dell'universo che gli gira attorno,stesso tramonto che incendia sullo sfondo.Ma non sono gli stessi occhi,non sono le stesse emozioni,un pigro dormire fulminato da due pupille che lo fissano,attente,socchiuse...E' vita.La chiamano Vita,lo chiamano anche follia e taluni lo chiamano e basta,mai per nome,potrebbe scivolare dalle mani.E allora si grida e basta.E' dolce la vita,quando ti svegli e la stringi tra le mani e provi ad assaggiarla e lei gioca a farsi prendere.E' dolce la vita quando semplicemente decide di farsi vedere.Per ogni uomo c'è un inverno e per ogni inverno c'è una fiammella nel mondo.Piccola,impossibile da vedere.Ma se la vedi...ti si apre qualcosa dentro,vedi un uomo che cammina con il cielo dentro,rendere infinito qualcosa che di suo nasce finito,destinato a conludersi come un libro e la sua ultima pagina e poi fine.Questo fanno gli occhi che Tom vede sul calare della sera di una notte assurda di un mese di qualche anno improvvisato sulla scena di un teatro anonimo....Venuti da lontano non lo diresti mai.Cosi belli,profondi,lucenti,cosi VERI...capaci di farti pensare che le illusioni evanescenti della vita possono finire dentro quelle piccole stelle,capaci di farti alzare in piedi da quella sedia su cui ti sei abbandonato Tom.L'immaginazione sorpassa la realtà? Il caso sorpassa la realtà...il destino dà degli appuntamenti,devi solo esserci quel giorno...Tom c'era,e sospeso su un filo in equilbrio a 10000 metri pregava solo di esserci ancora e ancora.Perchè è il caso che ti sorprende.....Perchè quella sedia e quel tramonto e quella pigra voglia di essere non dovevano esserci più...forse più semplicemente perchè era il momento di permettersi di credere in qualcosa...Se gli uomini non si concedessero la speranza avrebbero un unico luogo in cui vivere...l'oblio...Ma con tutta quella luce dagli occhi sai lo spreco?............ |
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